Sergio Denza era un cacciatore di pensieri. Li tirava fuori da bauli sepolti chissà dove, li cucinava con ingredienti segreti, li mescolava a immagini piene di luce. E li regalava a chi inciampava nella sua vita. Non c’era niente da capire, c’era da restare al caldo delle sue braccia, sintonizzarsi sulle sue frequenze magiche. E tutto era chiaro. L’incontro con Sergio sta per cominciare. E’ il suo ultimo prodigio: restare per sempre accanto a noi.
I pensieri vanno veloci, fuggono come nubi sospinte da venti improvvisi e imprevedibili. I pensieri, a volte, si perdono e non lasciano traccia. Altre volte te li ritrovi addosso come il profumo di un amore prezioso, come il sapore di un tempo andato. Sergio Denza era un cacciatore di pensieri. Li tirava fuori da bauli sepolti chissà dove, li cucinava con ingredienti segreti, li mescolava a immagini piene di luce. E li regalava a chi inciampava nella sua vita. Se avevi voglia di aprire la porta del suo mondo di pensieri, potevi smarrirti, arricciare gli occhi per riuscire a comprendere. Ma poi, inaspettatamente, ti ritrovavi nel suo abbraccio, odoroso di pensieri autografi, insaporito di tabacco aromatico. Non c’era niente da capire, c’era da restare al caldo delle sue braccia, sintonizzarsi sulle sue frequenze magiche. E tutto era chiaro.
Stai per entrare in quel mondo di pensieri. Rilassati, fatti trasportare dalle parole e buttati nell’abbraccio di quell’uomo straordinario che, compiendo l’ultimo prodigio, rimarrà per sempre accanto a noi.
Salvatore D’Antona
Sergio Denza nasce a Napoli il 23 Novembre 1963 da padre insegnante e madre casalinga.
I suoi studi proseguono regolarmente fino alla scelta della facoltà universitaria.
Dopo vari tentativi nell’ambito tecnico-scientifico, all’età di circa 40 anni si laurea come Terapista Riabilitativo Psichiatrico, ambito nel quale eccelle dato anche il suo naturale estro e la sua inventiva che lo fa essere anche uno dei maggiori fautori ed organizzatori del Carnevale del Gridas di Scampia, di cui accenna anche in questo manoscritto ritrovato dalla sorella Cordelia, che poi ha deciso di pubblicare.
Se n’è andato troppo presto lasciando tutti orfani di uno “scienziato” come molti affettuosamente lo chiamavano.
error
Non è stato possibile inviare il tuo giudizio sulla recensione
feedback
Segnala commento
Sei sicuro di voler segnalare questo commento?
check_circle
Segnalazione inviata
La tua segnalazione è stata inviata e sarà esaminata da un moderatore.
error
Non è stato possibile inviare la tua segnalazione
Scrivi la tua recensione
check_circle
Recensione inviata
Il tuo commento è stato acquisito e sarà disponibile dopo l'approvazione da parte di un moderatore.
error
Non è stato possibile inviare la tua recensione
Sergio Denza era un cacciatore di pensieri. Li tirava fuori da bauli sepolti chissà dove, li cucinava con ingredienti segreti, li mescolava a immagini piene di luce. E li regalava a chi inciampava nella sua vita. Non c’era niente da capire, c’era da restare al caldo delle sue braccia, sintonizzarsi sulle sue frequenze magiche. E tutto era chiaro. L’incontro con Sergio sta per cominciare. E’ il suo ultimo prodigio: restare per sempre accanto a noi.
Salvatore D’Antona
Lascia un commento
Ricordo di Sergio Denza
Sergio Denza era un cacciatore di pensieri. Li tirava fuori da bauli sepolti chissà dove, li cucinava con ingredienti segreti, li mescolava a immagini piene di luce. E li regalava a chi inciampava nella sua vita. Non c’era niente da capire, c’era da restare al caldo delle sue braccia, sintonizzarsi sulle sue frequenze magiche. E tutto era chiaro. L’incontro con Sergio sta per cominciare. E’ il suo ultimo prodigio: restare per sempre accanto a noi.